lunedì 4 marzo 2019

Il Risparmio energetico: la temperatura corretta per ogni ambiente


I SISTEMI DI REGOLAZIONE DELLA TEMPERATURA INTERNA

In molte abitazioni condominiali, le condizioni termiche tra i vari piani e tra appartamenti con diverse esposizioni, sono fortemente disomogenee. Perché tutto ciò accade? Spesso l’impianto è stato realizzato in maniera poco corretta e, quindi, per assicurare una temperatura accettabile in uno o più appartamenti (di solito quelli esposti a nord o all’ultimo piano), viene aumentata la temperatura ambiente in tutti gli alloggi.
Inoltre, gli apporti gratuiti di energia, dovuti alla presenza di persone, elettrodomestici e computer, e quelli che provengono dal sole, possono essere molto rilevanti e surriscaldare gli ambienti: in questi casi, il rimedio più semplice consiste nell’applicare ad ogni radiatore una valvola termostatica. Si tratta di un dispositivo che regola automaticamente l’afflusso di acqua calda ai radiatori. La valvola si chiude automaticamente a mano a mano che la temperatura ambiente, misurata da un sensore incorporato nella manopola, si avvicina a quella desiderata.

Le valvole termostatiche vanno installate al posto della vecchia valvola manuale: il loro costo dipende dal tipo di radiatore. Nei modelli di caloriferi più recenti, la valvola è già predisposta per ricevere una "testa” termostatica: in questo caso l’installazione è più semplice e costa circa 30,00 Euro a radiatore (se invece è necessario sostituire l’intera valvola, il costo si aggira sui  60,00 Euro, mano d’opera compresa).

Con questa soluzione si riesce a riequilibrare sia la temperatura all’interno del singolo appartamento che fra i diversi alloggi, risparmiando  sui consumi energetici fino al 20%, perché si evitano i disagi dovuti all’eccessivo surriscaldamento di alcuni locali e si sfruttano adeguatamente gli apporti gratuiti di energia solare.

La legge n° 10/91 ed il D.lgs n° 192/05  hanno reso obbligatoria l’installazione delle valvole termostatiche negli alloggi di nuova costruzione e nelle ristrutturazioni degli impianti termici, comprendendo il caso di trasformazione totale dell’’impianto centralizzato in impianti autonomi. Negli impianti individuali è possibile regolare la temperatura dell’’ambiente mediante un termostato che accende e spegne automaticamente la caldaia in base alla temperatura ambiente scelta o in base alla temperatura ambiente e ad orari prefissati (cronotermostato): ciò consente di scegliere orari di accensione più adatti alle esigenze di chi occupa l’alloggio, naturalmente, sempre nel rispetto degli orari e delle temperature fissate dalla legge. Anche negli impianti individuali, negli edifici nuovi o nel caso di ristrutturazioni, è obbligatorio l’uso di un cronotermostato regolabile su due livelli di temperatura.

Articoli precedenti:

- Il Risparmio energetico: l’isolamento

- Il Risparmio energetico: il problema dell’aria fredda

- Il Risparmio energetico: controlliamo e ottimizziamo l’impianto


Fonte: ENEA Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile

Link: http://www.enea.it

mercoledì 6 febbraio 2019

Il Risparmio energetico: controlliamo e ottimizziamo l’impianto


Il nostro impianto di riscaldamento per essere efficiente e consumare poco deve essere ben tenuto e perfettamente regolato: spesso, purtroppo, le nostre caldaie sfruttano poco o male l’energia contenuta nel combustibile. Per questo motivo il D.P.R. n° 412 del 26-08-93 ed il D.lgs n° 192 del 19-08-2005 hanno  reso obbligatori i controlli sull’efficienza degli impianti termici.
Su tutti gli impianti, sia centralizzati che autonomi, dobbiamo far effettuare almeno una manutenzione all’anno, secondo regole ben precise. La manutenzione deve essere effettuata da tecnici specializzati che riportano i risultati dei controlli effettuati su un “libretto” (“libretto di centrale” o “libretto di impianto”) che ogni apparato termico deve avere: si tratta, sostanzialmente, di una “carta d’identità” del generatore.


Risultati immagini per caldaia


La manutenzione obbligatoria prevede:


- il controllo della temperatura ed analisi dei fumi che fuoriescono dal camino: una temperatura dei fumi troppo  levata indica la probabile presenza di incrostazioni all’interno del generatore che si traducono in un minor rendimento dell’impianto. Per impianti a combustibile gassoso sotto i 35 kW di potenza la “prova fumi” è biennale invece, in tutti gli altri casi, tale prova è annuale.

- la pulizia della caldaia: anche un piccolo spessore di fuliggine nei canali che portano il fumo causa una sensibile riduzione del rendimento dell’impianto.

- la regolazione della combustione del bruciatore: un bruciatore mal regolato oppure non perfettamente adeguato alla caldaia è causa di notevole spreco di energia. Inoltre, parte del combustibile non viene totalmente bruciata, con la conseguenza che parte delle particelle incombuste si depositano sulle superfici interne della caldaia e del camino altre, invece, fuoriescono dal camino inquinando l’ambiente circostante.

- la sostituzione del generatore di calore: operazione obbligatoria se dagli accertamenti effettuati durante le operazioni di manutenzione si riscontra che non è possibile migliorare il rendimento della caldaia per adeguarlo ai valori minimi imposti dalla Legge. Nel caso di caldaie molto vecchie (15 anni circa) è obbligatoria una diagnosi energetica effettuata da parte di personale qualificato e, generalmente, è conveniente sostituire la caldaia con una ad alta efficienza.

Secondo la Legge, in ambito condominiale l’Amministratore è il solo responsabile della conduzione, del controllo e della manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto centralizzato, mentre il proprietario o l’occupante lo sono per gli impianti autonomi (analoga situazione per gli ambiti non condominiali): entrambi  hanno  l’obbligo di affidare gli eventuali interventi di manutenzione straordinaria ad una ditta specializzata che possieda i requisiti previsti e può delegare alla stessa ditta tutte le sua responsabilità nominandola “terzo responsabile dell’esercizio e della manutenzione dell’impianto termico”. Tra i compiti del “terzo responsabile”, oltre alle operazioni di manutenzione che vanno registrate sul “libretto di centrale” (“libretto di impianto” per gli impianti più piccoli), vi è il rispetto del periodo annuale di accensione, l’osservanza dell’orario prescelto nei limiti imposti dalla Legge, il mantenimento della temperatura ambiente entro i 20°C e il rispetto delle norme di sicurezza.

Alcuni consigli:
affidate i lavori di ristrutturazione dell’impianto ad un installatore in possesso dei requisiti previsti dalla Legge n. 46/90. Assicuratevi che l’installatore abbia depositato al Comune la relazione tecnica (“Relazione tecnica ex Legge 10/91”) e, se richiesto, il progetto di impianto prima di iniziare i lavori: alla fine degli stessi, fatevi rilasciare la dichiarazione di conformità (questo anche nel caso si tratti di eliminare l’impianto centralizzato per realizzare impianti autonomi).

Articoli precedenti:

- Il Risparmio energetico: l’isolamento

- Il Risparmio energetico: il problema dell’aria fredda


Fonte: ENEA Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile

Link: http://www.enea.it