lunedì 5 agosto 2019

MATERIALI A CAMBIAMENTO DI FASE – parte 1


Negli ultimi anni, in edilizia, si sente parlare sempre più spesso di "P.C.M." (Phase Change Materials) o "materiali a cambiamento di fase", soluzioni tecnologiche innovative e sostenibili per la costruzione e la manutenzione degli edifici: sostanzialmente si tratta di materiali in grado di determinare una notevole riduzione dei consumi energetici necessari alla climatizzazione degli ambienti poiché caratterizzati da un punto di fusione vicino alla temperatura di comfort.

I materiali a cambiamento di fase sono solidi a temperatura ambiente ma, quando questa sale e supera una certa soglia, diventano liquidi accumulando calore latente di liquefazione che viene sottratto all’ambiente: ugualmente, quando la temperatura scende, il materiale si solidifica e cede calore latente di solidificazione. Per fare questo, i materiali a cambiamento di fase accumulano calore latente e sfruttano il fenomeno della transizione di fase, appunto, per assorbire i flussi energetici entranti (immagazzinando un’elevata quantità di energia e mantenendo costante la propria temperatura).

I requisiti che un materiale a cambiamento di fase deve possedere per poter essere impiegato in edilizia sono:
• temperatura di fusione intorno ai 25 °C,
• elevato calore di transizione di fase,
• costo sostenibile,
• non essere tossico o corrosivo,
• essere facilmente disponibile sul mercato.

I materiali termoregolanti più innovativi ed oggi più utilizzati, in grado si smussare le fluttuazioni giornaliere della temperatura ambiente attraverso la riduzione dei picchi di temperatura interna (e quindi dei consumi energetici necessari alla climatizzazione degli ambienti), sono:

• pannelli in cartongesso,
• pannelli in legno,
• intonaci,
• sistemi di facciata vetrati,
• sistemi di facciata in plexiglas,
• isolanti termici,
• collettori solari,
• scambiatori di calore,
• impianti di riscaldamento,
• impianti di raffrescamento passivo.


Fonte: convegni – articoli web.



mercoledì 3 luglio 2019

IL RISPARMIO ENERGETICO: INSTALLIAMO COLLETTORI SOLARI

Gli impianti solari termici consentono di produrre acqua calda sfruttando il calore del sole: possono sostituire del tutto o in parte lo scaldacqua elettrico o a gas e permettono di ridurre notevolmente i consumi di energia per il riscaldamento dell’acqua sanitaria e, una volta ammortizzata la spesa dell’impianto, si avrà a disposizione acqua calda gratuita.
Installare un impianto solare è più conveniente se con questo sostituiamo uno scaldabagno elettrico (la convenienza diminuisce se già ne possediamo uno a gas).

È consigliabile rivolgersi ad un tecnico esperto che saprà certamente indicare l’impianto più adatto alle nostre esigenze. Teniamo presente che l’importante è non sovradimensionare l’impianto poiché non deve produrre più del 75% del fabbisogno di acqua calda, in quanto il costo aumenterebbe sensibilmente senza ottenere un corrispondente risparmio di energia.

Articoli precedenti:

- Il Risparmio energetico: l’isolamento

- Il Risparmio energetico: il problema dell’aria fredda

- Il Risparmio energetico: controlliamo e ottimizziamo l’impianto

- Il Risparmio energetico: la temperatura corretta per ogni ambiente

- Il Risparmio energetico: ripartiamo le spese

- Il Risparmio energetico: i sistemi di regolazione della temperatura

Fonte: ENEA Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile

Link: http://www.enea.it