sabato 15 marzo 2014

“Il Dado dei Farnese” detto anche… Palazzo Farnese

E' da parecchio tempo che cercavo l'occasione per parlare di architettura storica, un tema importante che definisce una delle branche dal valore inestimabile che caratterizza il nostro Paese.

La ricorrenza di oggi, 1970 anni esatti dalle "Idi di Marzo" mi ha fatto pensare ad una delle città che adoro, Roma, e per un gioco di collegamenti, ecco trovato il pretesto per parlare di quello che definirei il palazzo per eccellenza: Palazzo Farnese.

Palazzo Farnese_Giuseppe Vasi

Palazzo Farnese, roccaforte della nobile famiglia che gli dà il nome, soprannominato "Il Dado dei Farnese" per la sua compattezza formale; un elegante scrigno che rappresenta forza e potere. Il Palazzo è famoso oggi quanto lo era all'epoca della sua costruzione, tanto da annoverarlo fin da subito fra "Le quattro meraviglie di Roma", accanto alle celebri "Quattro Basiliche" del ben noto tour del pellegrino. Un viaggiatore dell'epoca, come di oggi, non potrebbe non visitare, almeno esternamente, il palazzo.

Doveroso ricordare gli artefici di tale opera, alcuni dei Maestri indiscussi dell'architettura mondiale, cioè Antonio da Sangallo il Giovane, Michelangelo Buonarroti, Jacopo Barozzi da Vignola e Giacomo Della Porta.
Voluto dal Cardinale Alessandro Farnese (futuro Papa Paolo III), venne iniziato nel 1541 e concluso nel 1589.
A Giacomo della Porta si attribuisce, in particolare, la parte posteriore con la facciata rivolta verso il Tevere che avrebbe dovuto essere collegata con un ponte alla Villa Chigi (detta anche "Farnesina"): l'elegante arco che sovrasta la storica Via Giulia appartiene a questo ulteriore progetto mai completato.

Un Palazzo al centro della vita politica e della mondanità romana, un perfetto connubio fra nobiltà ed eleganza, espressi in modo a dir poco perfetto dagli architetti.

Tra gli ospiti del palazzo si ricordano vari personaggi di rilievo, fra cui Cristina di Svevia insieme alla sua corte; i Borbone di Napoli che vi si stabilirono dopo la perdita del regno avvenuta nel 1861; il re Francesco II, il conte di Bari e il conte di Caserta che il 20 settembre 1870 in segno di sfregio verso l'Italia issarono la bandiera Prussiana. Dal 1874 fino al 1911 parte del Palazzo è stata sede in affitto dell'Ambasciata di Francia, alla quale venne poi venduto fino al 1936, anno del riscatto da parte dall'Italia che in quell'anno effettivamente lo acquistò per poi cederlo di nuovo alla Francia in modo simbolico per altri 99 anni (in egual modo, alle stesse condizioni, allo Stato italiano è concessa la sede della sua Ambasciata all'Hôtel de La Rochefoucauld-Doudeauville (o Hôtel de Boisgelin).

Attualmente, oltre gli uffici diplomatici del Paese Transalpino, contiene una splendida biblioteca sulla storia di Francia costituita da 100.000 volumi, una fototeca con 130.000 scatti aerei dello stesso Paese eseguiti durante la Seconda Guerra Mondiale e l'"École Française de Rome".

Pur avendo anticipato una sintesi della sua storia, voglio riportare la descrizione dell’esterno del Palazzo e dell’atmosfera che lo circonda fatta da un osservatore dei primi del ‘900, che così racconta:

“Questo magnifico palazzo del Rinascimento, che limita qui la piazza dinanzi alla guardia austera delle due grandi vasche di granito delle fontane, assume, verso sera, l'aspetto solenne quasi di un ritorno dei tempi sepolti. La piazza, in quelle ore, può essere meta di un pellegrinaggio ai cercatori di sensazioni speciali romane, poiché quivi, più che altrove, ognuno si sente in quel momento lontano dalla moderna città. Il gran palazzo sembra, chiuso e silenzioso, l'abitazione intatta e nuovamente reale delle grandi sue ombre: di Paolo III, il cieco Pontefice dei Farnesi; della sua bellissima sorella Giulia che, dal sesto di Alessandro, gli fece conferire a soli 25 anni la porpora e l'avvio al Papato: del tragico duca Pier Luigi, ucciso per congiura a Piacenza. Ereditato dall'ultima dei Farnese, Elisabetta regina di Spagna, il Palazzo passò al figlio Carlo III re di Napoli e in possesso dei Borboni di Napoli rimase fino al 1908, quando fu acquistato dalla Francia, con diritto di riscatto, da parte del Governo italiano al termine di 25 anni. Il Palazzo Farnese, magnifico fiore all'occhiello del maturo Rinascimento, fu appunto l'esempio primo di quegli edifici papali che si seguirono poi di Pontefice in Pontefice, fino all'ultimo del '700, il Palazzo Braschi. Purtroppo costruito in parte con massi del Colosseo e del Teatro di Marcello, fu iniziato nel 1514 dal Farnese, ancora Cardinale, ad opera di Antonio da Sangallo il Giovane, cui si deve la facciata fino al cornicione. Questo, la finestra sul portone, le due facciate laterali, il terzo piano del primo cortile e il secondo cortile interno sono di Michelangelo; il resto è di Giacomo Della Porta, del quale è la ridentissima loggia posteriore e che finì l'opera del premorto maestro. Questi aveva ideato un secondo cortile e un ponte sul Tevere di collegamento colla Farnesina. Il palazzo è il prototipo di quel secondo periodo architettonico del Rinascimento, caratterizzato da una semplicità corretta ed austera: non più di pilastri, trabeazioni, rifiniture ed eleganze di particolari e di ornamenti; tre piani semplicissimi, separati da tenui cornici di gigli quasi inavvertite, sui quali si aprono solenni, come le edicole del Pantheon di cui sono la copia, le non grandi finestre. Su tutto, il cornicione classicamente imperiale, di Michelangelo, tra i più belli, per il gusto dei nostri giorni, che sia dato vedere.”

 

Roma Palazzo Farnese

Nessun commento:

Posta un commento

Grazie per il tuo commento! Thanks for your comment!