venerdì 24 aprile 2015

Palazzo Italia raccontato dallo Studio Nemesi

Sulla mappa ufficiale di Expo 2015 (scaricabile qui) è descritto in modo semplice e chiaro il significato del Vivaio Italia: “il Padiglione Italia mette in mostra le eccellenze italiane, la cultura e le tradizioni nazionali legate al cibo e all'alimentazione, caratterizzate dall'alta qualità delle materie prime e dei prodotti finali. Si compone del Palazzo Italia, dei quattro edifici sul Cardo e della Lake Arena, per un totale di 14000 metri quadrati.”

Il 15 aprile 2015 lo Studio Nemesi ha presentato il Palazzo Italia all’I.Lab Italcementi – Kilometro Rosso di Bergamo.

Palazzo Italia_Expo 2015

Fra gli edifici e le strutture che compongono il Padiglione, Palazzo Italia è il vero simbolo scenografico e simbolico dell'Italia, è la metafora della “piazza”, è il cuore dell'esposizione ed espressione della comunità. Palazzo Italia è l’idea di un organismo architettonico vivente, indipendente dal punto di vista energetico ed in connessione osmotica con l'ambiente circostante. Palazzo Italia è una macchina che accoglierà i visitatori ma nel contempo sarà funzionale e dinamico: oltre all’esposizione,  assolverà la funzione di accoglienza e rappresentanza per le delegazioni che vi faranno visita. Al suo interno ci saranno uffici, sale conferenze, sale espositive, spazi per eventi e, sulla terrazza panoramica, ci sarà un ristorante. Malgrado questa sia un'opera di grande complessità, difficoltà progettuali e tecnologiche sono state ridotte in fase di sviluppo. Il cantiere per il Palazzo Italia è stato definito “la fabbrica contemporanea”, perché all'interno di questo cantiere, di questa grande opera, sono presenti tantissime figure professionali e maestranze con grande artigianalità. La componente di intelletto con la componente produttiva sono elementi totalitari, l'architettura è questo: l'innovazione tecnologica non può prescindere da tutto ciò, perché se non ci fosse il pensiero, se non ci fosse una visione complessiva del progetto, non solo in termini di concept ma di tutto il percorso, non si riuscirà ad ottenere la sua concretizzazione. La vera differenza la fa questa dimensione di lavoro intellettuale, di investimento nella ricerca e nello sviluppo.

Palazzo Italia_Expo 2015

Il concorso antecedente la realizzazione dell’edificio è quello che ha disegnato l'immagine complessiva del Palazzo Italia: l'immagine finale del progetto e del cantiere di oggi in realtà è un po’ diversa ma è il risultato di una messa a punto del progetto in itinere, passo dopo passo, che in parte ha permesso di ottenere anche più di quello che ci si aspettava. L'idea iniziale che era alla base del concorso e del documento di gara che era stato presentato, era l'"Albero della vita" che potrebbe sintetizzare in qualche modo l'idea di un'italianità che affonda le proprie radici nella tradizione ma che si rivolge anche al futuro. Quest'Expo, anche in riferimento a quelli passati, deve essere un'occasione di rilancio dell'Italia, di un Paese ben saldato al futuro ma che guarda al passato: noi siamo il Paese dell'arte, della storia della tradizione, siamo ammirati in tutto il mondo e qual è il modo migliore per essere portatori del significato del proprio tempo? Lo Studio Nemesi l’ha fatto con i suoi strumenti; lo stesso Palazzo Italia sarà il vivaio dei giovani, sarà lo spazio dove mettere in mostra non solo gli elementi di riconoscibilità consolidati ma essere portatori di qualcosa di nuovo per cui, anche a livello internazionale, si possa guardare il nostro Paese come un modello di riferimento. Questa era la sfida più importante sulla quale è stato elaborato il progetto. L'”Albero della vita” è stato poi trasformato in termini architettonici in una grande foresta naturale, quindi un organismo complesso fatto di tanti elementi che, proprio come un albero, ha questo grande basamento che affonda le radici nel terreno creando uno spazio complesso, intimo, quasi mistico, in cui inizierà il percorso di scoperta del visitatore. Pian piano l'idea architettonica, ma anche quella positiva che l'architettura in sé voleva presentare è quello che poi, partendo da questa dimensione più complessa e più intima, si potesse scoprire la dimensione più aerea, più ricca e composita esplorando i vari ambienti. Questo edificio è un insieme di volumi che si articolano intorno ad un vuoto centrale: il tema della ricerca della spazialità e della scoperta erano i valori importantissimi che il progetto doveva trasmettere. Uno degli obiettivi principali è che il visitatore possa subito sorprendersi all'interno di questo percorso e per far questo non dovrà avere una visione sintetica e immediata del progetto, che poi verrebbe comunque confermata all'interno del percorso, ma in qualche modo dovrà riconoscerne le diverse sfaccettature mano a mano che visiterà gli spazi, percorrendo l’edificio fino ad arrivare alla grande copertura vetrata che, perseguendo la metafora dell'albero, lo conclude con la chioma rivisitata in chiave contemporanea.

Palazzo Italia_Expo 2015

L'altro tema fondamentale per il concept è un argomento fortemente italiano legato al titolo dell'Expo "Nutrire il pianeta energia per la vita": si è cercato di declinare in chiave italiana un concetto più generale anche se non è una procedura immediata perché il tema è quello del nutrimento che coinvolge tutta una serie di tematiche particolari e complesse e, cercare di legarlo ad un'immagine di architettura non è stato semplice. Ragionando su questa tematica ci si è chiesti, da italiani, cosa rappresenta per l'italianità il tema della nutrizione e del cibo: un rito di quotidianità in cui la comunità si raduna, si riunisce intorno alla tavola o, in senso più allargato, intorno ad una piazza e così la comunità diventa protagonista della celebrazione di questo rito; è un concetto molto italiano, non si trova facilmente nel resto del mondo anzi, forse lo si può trovare solo perché si imita la modalità italiana di questa ritualità. Per questo si è voluto dare alla piazza, questo grande vuoto, un ruolo centrale, di fulcro di questa convivialità, di questa comunità dove l'energia della nutrizione è l'energia della comunità. L'incontro, la condivisione, la comunità sono temi centrali e, per questo, Palazzo Italia non è soltanto un edificio con un vuoto al centro ma è un insieme di volumi a sistema che definisce questo spazio come un piccolo borgo italiano con un insieme di manufatti che lo articolano. Sia nel progetto iniziale del concorso che in quello definitivo l’aspetto scenografico è l’elemento base dell'edificio e dell'esposizione: la spettacolarità, pur osservandola dall'esterno la si percepirà ancor di più nel momento in cui si entrerà all'interno di questo vuoto e si inizierà la visita, che partirà dal grande salone architettonico sormontato da una copertura vetrata con il cosiddetto "imbuto", un impluvio in cui si convoglierà l’acqua piovana che cadrà come una cascata all'intradosso della scala, un effetto spettacolare e di sicuro impatto emotivo. L’edificio inizialmente era stato concepito come un volume compatto strutturato su quattro livelli, poi man mano l'articolazione che caratterizza lo spazio interno è stata rivista e questo ha determinato modifiche anche nella facciata esterna: per questo l’edificio definitivo non è più compatto ma ci sono tagli e articolazioni delle volumetrie che connotano fortemente il progetto.

Palazzo Italia_Expo 2015

Percorrendo il Cardo si vede subito l'ingresso principale al Palazzo Italia anche se, in realtà, l'edificio non ha una connotazione architettonica classica e non ha nemmeno un fronte principale: è un edificio innovativo che va osservato da diversi fronti per capire come si articola e come si interfaccia con il contesto. Palazzo Italia è il vero simbolo dell'Italia a Expo ma, come descritto all’inizio, è solo una parte del Padiglione Italia e si completa con il sistema del Cardo che è invece basato su edifici strutturati su due livelli che disarticolano il borgo lineare e che accoglieranno gli spazi espositivi delle Regioni, delle piccole piazze, delle terrazze che rappresenteranno l'italianità e la ritualità dello stare insieme in una forma un po' diversa dall’interpretazione del Palazzo ma comunque simile alla mentalità italiana. Palazzo Italia è la parte permanente del Cardo, per questo nella sua progettazione è stato applicato il meglio della tecnologia: come già descritto, al suo interno c'è una piazza dalla spazialità molto ricca realizzata con un linguaggio contemporaneo ma legata al mondo classico e barocco rivisitato in chiave contemporanea. La tradizione non è stata abbandonata, il progetto ha un sapore italiano. L'architettura italiana ha saputo creare nel corso dei secoli una sua eccezionalità tramite la capacità di saper ricreare dinamiche e suggestioni spaziali in grado di creare un'urbanità attraverso l'architettura con esempi non ripetibili dal resto del Mondo: non è quindi un’architettura fine a stessa, autoreferente, ma un insieme di relazioni che determinano un sistema di urbanità, un'esperienza urbana.

Palazzo Italia_Expo 2015

Il progetto è stato concepito con software BIM per la progettazione tridimensionale sia per il la sua costruzione che per la successiva manutenzione. La parte di ingegnerizzazione ha permesso di ottenere la massima corrispondenza fra progetto e realizzazione: la pelle è costituita da circa ottocento pannelli tutti diversi fra loro, compresi quelli strutturali più nascosti, tutti facenti parte di un'unica trama con una sua tessitura. Le possibilità di ulteriori sviluppi e declinazioni di questo lavoro sono infinite, grazie alla ricerca che potrà svilupparsi ulteriormente di questo materiale, lontana dalla nostra idea di cemento. L'edificio scambia energia con l'ambiente, non la consuma soltanto, ma è un organismo che produce energia e che in parte la immette in circolo. L'obiettivo a base del progetto era di ottenere un edificio a consumo quasi zero, cioè con espedienti che permettono di produrre energia che possa in buona parte coprire i consumi di cui l'edificio ha bisogno. E' stato fatto il possibile per far si che l'edificio possa essere portatore del messaggio di un  organismo osmotico che produca energia e la scambi con l'ambiente. La stessa conformazione dell'edificio permette un circolo naturale dell'aria che parte dal basamento e fuoriesce in copertura tramite l'effetto camino. Oltre il circolo dell’aria sono stati adottati altri espedienti, fra i quali l'attivazione del risparmio di energia tramite la massa, il fotovoltaico in copertura, le pompe di calore, il recupero dell'acqua per le stesse pompe di calore: tanti elementi che si integrano al concept dell'organismo osmotico senza sovrapporsi.

Palazzo Italia_Expo 2015

La pianta del piano terrà è simile ad una foresta nella quale il visitatore si potrà perdere nel momento in cui accederà all'edificio e poi, salendo, cambia conformazione modificando la piazza, poiché i volumi dei corpi funzionali cambiano forma fino al raggiungimento della sommità con la struttura vetrata, enorme chioma in vetro che sovrasta la piazza e che ha la funzione di coprire e schermare dal sole, sempre secondo la metafora del grande albero. Le facciate interne non sono ortogonali ma si sviluppano con delle convessità fino al secondo livello seguendo un modello organico. Al di sopra si può andare fino alla terrazza panoramica con vista sull'intera piazza e si può avere la percezione dell'edificio con una spazialità diversa e molto più articolata rispetto alla percezione dalla piazza. All’interno dell’edificio è possibile vedere un volume a forma di uovo, definito come la "crisalide" nella metafora dell'albero e dell'architettura naturale: questo sarà il luogo che ospiterà zone espositive ma che simbolicamente rappresenta l'origine della vita; anche questo volume curvo è ben visibile grazie ai solai tagliati, con grande suggestione e scenograficità.

Palazzo Italia_Expo 2015

La struttura base dell'edificio è stata realizzata in modo "tradizionale", la pelle e la copertura invece, in modo innovativo. L'edificio si compone di una doppia pelle, la prima è vetrata su quasi tutti i fronti interni, mentre fuori ci sono due facciate opache e due vetrate, una a nord e una a est. La seconda pelle ha quindi una funzione non solo estetica ma, soprattutto, di frangisole e di contenere le dispersioni di calore. La pelle esterna realizzata in cemento biodinamico si trova all'esterno ma piega all'interno, riveste i grandi piedi, le radici, e poi risale all'interno della facciata che si affaccia sulla piazza: tutta la parte degli intradossi è curva e le parti in cemento piegano verso l'interno. I singoli pannelli sono stati realizzati in azienda, portati in cantiere e montati sull'edificio in tempi rapidissimi: la pelle ramificata è stata completata al 50% in soli 14 giorni, condizione fondamentale per un progetto con tempi di realizzazione molto stretti per il quale serviva un sistema di montaggio molto rapido. Stesso principio per la copertura: anche lei è stata completamente realizzata fuori opera e poi rimontata, con livelli di progettazione molto elevati. E’ stato fatto un enorme lavoro per dare un senso di perfezione e di compiutezza sia all'interfaccia esterna che all'interfaccia interna nell’ambito di un’eccezionalità legata a tempi di urgenza, ma l'organizzazione e la gestione hanno reso possibile tutto questo. Ovviamente anche la complessa parte strutturale concorre alla costruzione dell'albero, della foresta.

Palazzo Italia_Expo 2015

In sintesi, Palazzo Italia è la concretizzazione in un edificio della metafora della piazza e della ritualità italiana in continuo dialogo con il rivestimento che richiama la foresta urbana: l’impatto sul Cardo e su Expo sarà notevole, l’immagine è molto forte e l’augurio dei progettisti è proprio che il risultato complessivo dell'opera lasci un segno, un messaggio positivo per il Paese, sia adesso in occasione dell’evento che in futuro.

 

Render: Studio Nemesi & Partners

Mappa ufficiale: Expo 2015 S.p.a.

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