martedì 15 marzo 2016

Palazzo della Cancelleria

Fra le tappe classiche del visitatore di Roma non può certo mancare una visita a Campo dei Fiori e da questa piazza si può poi prendere Via del Pellegrino, storica e ormai dimenticata "arteria" che conduce a San Pietro. Ricordo la prima volta che all'imbocco di questa via rimasi colpito dall'imponente eleganza e dalla sontuosità dell'enorme edificio che trovai di fronte a me: il Palazzo della Cancelleria, al quale voglio dedicare questo ultimo post su questa città. Uno dei primi pensieri che mi vennero in mente nell'osservarlo era legato al suo aspetto in parte differente da quello degli altri palazzi dell’Urbe, tanto da farmi pensare per un attimo che per assurdo poteva benissimo essere collocato altrove.

Palazzo Cancelleria_Vasi

Il Palazzo della Cancelleria era la sede storica nell’attuale zona extraterritoriale della Cancellleria Apostolica e, dalla sua soppressione, accoglie i Tribunali della Santa Sede e i Cardinali vice Cancellieri (attualmente è anche sede della Pontificia Accademia Romana di Archeologia e della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa).
Il palazzo venne edificato fra il 1485 e il 1513 come residenza per il Cardinale Raffaele Riaio, Camerlengo di suo zio Papa Sisto IV, e venne inaugurato nel 1495 sotto il pontificato di Giulio II Della Rovere, il cui stemma araldico è visibile ai lati della facciata insieme a quello di Sisto IV, anch’egli appartenente alla famiglia Della Rovere. 
Una delle tante particolarità del palazzo è che ingloba la facciata della Basilica di San Lorenzo in Damaso, chiesa palatina del Cardinale vice Cancelliere.

Palazzo Cancelleria_pianta

In origine a fianco della vecchia chiesa di San Lorenzo in Damaso c'era già un palazzo cardinalizio ad uso archivio ma il Cardinale Raffaele Riario lo fece demolire per la costruzione di quello nuovo decisamente più grande. Dopo quattro anni dal completamento dei lavori il palazzo venne però requisito dallo Stato perchè pare che il costo di costruzione sia stato sostenuto con le vincite al gioco di una sola notte ad opera dello stesso prelato: “vuole la tradizione che esso debba la sua esistenza ad una vincita di 60.000 scudi fatta dal gaudente e giovane Raffaello Riaio, nipote di Sisto IV Della Rovere, al suo compagno Franceschetto Cybo, nipote di Innocenzo VIII” (cit. Guida di Roma del 1925. E’ invece più probabile che il motivo dei proventi in realtà fosse un pretesto perchè la confisca venne attuata dal primo Papa della famiglia Medici, Leone X, memore della compiacenza di Sisto IV alla sanguinaria congiura dei Pazzi organizzata per sostituire i Medici a Firenze con i Della Rovere. Da quel momento il palazzo divenne sede della Cancelleria Apostolica, dimora del Cancelliere di Santa Romana Chiesa e dei vice Cancellieri: è qui che il Cardinale Colonna firmò la resa a Carlo V. Dopo il Sacco di Roma il palazzo venne restaturato sotto Sisto V da Domenico Fontana, nel 1798 divenne sede del Tribunale della Repubblica Romana, nel 1810 della Corte Imperiale napoleonica, nel 1848 della Camera dei Deputati dello Stato Pontificio e nel 1949 proprio qui venne proclamata la Repubblica romana di Mazzini. Dopo il 1870 l'edificio rimase sede del Cardinale Cancelliere di Santa Romana Chiesa col privilegio di extraterritorialità, confermato poi dai Patti Lateranensi nel 1929. Il palazzo venne infine restaurato in via definitiva quando fu aperto Corso Vittorio Emanuele II.

Palazzo Cancelleria_Piranesi

Il Palazzo della Cancelleria è stato il primo palazzo a Roma ad essere costruito ex novo in stile rinascimentale, in particolare appartiene alla seconda generazione degli edifici romani del Rinascimento ed è considerato uno dei palazzi più belli della città: “bellissimo tra i palazzi romani e magnifico esemplare di edificio quattrocentesco” (cit. Guida di Roma del 1925). I lavori per la sua costruzione hanno determinato la demolizione del già citato archivio e anche dell'antica chiesa di San Damaso del V secolo, edificata a sua volta sopra un mitreo.
L'impostazione del fabbricato inteso come residenza cardinalizia che ingloba la chiesa titolare in un unico blocco chiuso deriva dal modello di Palazzo Venezia e il linguaggio richiama stili lombardi e urbinati legati a quelli fiorentini.
Secondo Giorgio Vasari, parte dei lavori vennero svolti sotto la direzione di Bramante, quasi sicuramente il cortile a tre ordini, oggi considerato dalla storia dell'arte uno dei più eleganti mai costruiti: il cortile è costituito da tre ordini, di cui i primi due ad arcate aperte appoggiate su colonne di granito provenienti dall'antica chiesa poi demolita di S.Lorenzo in Damaso.

Palazzo Cancelleria_prospetto

Il prospetto principale completamente rivestito di travertino si caratterizza per le proporzioni calcolate, per la presenza alternata di lesene disposte ad interassi ben ritmati fra i quali sono disposte le finestre sormontate da archi (citazione fiorentina) e per la posizione decentrata del portale d'ingresso progettato da Domenico Fontana nel XVI secolo su incarico del Cardinale Alessandro Farnese. Sulla sommità del piano nobile corre per tutta la facciata un'alta cornice contenente l'epigrafe dedicatoria del palazzo. In sintesi, la facciata trattata a bugnato liscio è suddivisa orizzontalmente in tre fasce della stessa dimensione sottolineate da cornicioni con  finestre arcuate, riquadrate e incorniciate. Verso Campo dei Fiori e Via del Pellegrino il Palazzo della Cancelleria si caratterizza invece per la testata curvilinea con la presenza di un balcone scolpito attribuito ad Andrea Bregno. Il fronte su via del Pellegrino si apre inoltre, in basso, con le arcate delle botteghe sormontate da finestrelle rettangolari. L’imponente portale barocco decentrato è affiancato da due colonne di granito provenienti dal "Septizodium" (ninfeo dall’aspetto di scena teatrale vitruviana) ed è sovrastato da un balcone con finestra, aggiunto nel restauro del Fontana. L'arco di ingresso è ornato da due leoni con il ramo di pere, elementi dello stemma di Alessandro Peretti, Cardinale vice Cancelliere e pronipote di Sisto V, suo committente. Oltre alle colonne di recupero dell’ingresso e alle colonne del porticato della chiesa demolita, una curiosità è la provenienza del travertino color rosso dalle rovine del vicino Teatro di Pompeo; stessa provenienza hanno le grandi colonne porpora di origine egizia, usate da Bramante nel cortile interno per la realizzazione del porticato. Il travertino del prospetto principale proviene anch’esso dal Teatro di Pompeo e, come tanti altri edifici, dal Colosseo.

Nel corso del Cinquecento venne eseguita la decorazione interna ma un grande apporto si ebbe con Filippo Juvarra che progettò un piccolo teatro oggi purtroppo scomparso. Oltre al portone d'ingresso principale, ce n'è un altro, opera del Vignola, che dà invece accesso alla ricostruita basilica di S.Lorenzo in Damaso: originariamente la sua facciata era collocata su via del Pellegrino ma come già descritto la chiesa venne demolita e ricostruita; nel 1640 Bernini operò al suo interno e trasformò il presbiterio fino alla sua forma definitiva. Purtroppo la basilica venne sconsacrata in epoca napoleonica, venne ridotta a scuderia e stalla, per poi essere recuperata e ristrutturata dal Valadier, con l'avanzamento del presbiterio di due campate e la riduzione della navata centrale. Dal Settecento in poi il palazzo venne più volte ampliato fino a quando le sue vicende si allacciarono a quelle politiche per poi proseguire in modo univoco sulla stessa strada.

Palazzo della Cancelleria_Foto 56Lab

Da aprile 2014, insieme ad altri undici immobili, il Palazzo della Cancelleria ha ottenuto il privilegio di extraterritorialità: la giurisdizione all'interno del Palazzo spetta solo al Vaticano che, quando necessita, provvede ad un distaccamento del Corpo della Gendarmeria.

 

“Non c’è che una Roma al mondo ed io mi trovo qui come un pesce nell’acqua e vi nuoto e galleggio come la bollicina galleggia sopra il mercurio, mentre affonderebbe in qualsiasi altro fluido.”

(Goethe)

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