martedì 27 marzo 2018

Edifici a consumo quasi zero: la strada del futuro (prima parte)

Negli ultimi anni si sta manifestando un nuovo modo di progettare e di costruire ma anche un nuovo modo di abitare e di vivere gli edifici. Secondo Norbert Lantschner a causa del cambiamento climatico dobbiamo essere consapevoli che prima o poi dovremo agire molto velocemente per ricostruire il nostro Paese: questo significa che alcuni milioni di edifici dovranno essere rifatti poichè sono stati costruiti in un'era caratterizzata dal bassissimo costo energetico e, pertanto, sono altamente energivori. Oggi siamo consapevoli che dovremo effettuare delle manutenzioni per creare maggior comfort ma soprattutto per contribuire a minimizzare le emissioni dei gas serra. Dobbiamo cambiare i nostri comportamenti. L'edilizia è il traino della nuova economia perchè ricostuire il nostro Paese significa creare lavoro: si dovrebbe sviluppare un'economia locale dalla forte valenza sociale (coinvolgimento del tecnico, dell'artigiano e delle maestranze locali) permettendo così che i soldi rimangano nelle tasche delle famiglie e in più, togliendo l'80/90% della spesa della gestione energetica a fronte dell’efficientamento energetico dei fabbricati, rimarrà disponibilità per altri investimenti.

Efficienza_energetica


Purtroppo è ancora presente il pregiudizio che l'efficienza energetica e la sostenibilità siano un lusso, un'imposizione: credo che per capire bene il futuro dovremmo essere in grado di conoscere bene il passato al fine di interpretare bene la situazione attuale e comprendere che siamo in una fase epocale di grandi cambiamenti che tocca tutti i settori della società: in particolar modo, sarà l'edilizia e le relative direttive europee a cercare l'indipendenza energetica, la qualità energetica delle costruzioni, i nuovi metodi di progettazione e di costruzione degli edifici. Credo sia importante creare e diffondere questa nuova cultura, basata su due grandi soggetti: uno è l'energia, l'altro è il clima.

Ipotizziamo un black out nel perdiodo invernale, le prima ore sono caratterizzate da un leggero caos ma, in quelle successive, con gli impianti di riscaldmento fermi e gli edifici energivori e disperdenti costruiti nel dopoguerra, dopo poche ore avremmo la temperatura interna simile a quella esterna, per non parlare dei disagi alle reti, alla telefonia, ai servizi, ai mezzi di trasporto, etc etc.. Man mano che il tempo passa il problema diventa sempre più critico con enormi conseguenze sociali. Tutto questo perchè siamo completamente dipendenti dall'energia.

Nel contempo abbiamo inoltre dei segnali molto chiari che la produzione di energia tradizionale, definita convenzionale (carbone, gas naturale), è in calo. Questa problematica permette di capire la ragione per la quale l'Europa abbia attuato una macro strategia per il clima e l'energia: in primis c'è l'indipendenza energetica intervenendo proprio nel grande settore dell'edilizia che in Europa sta "mangiando" il 40% dell'energia. Il Pacchetto per il clima e l'energia 2020 che impone case a consumo zero è l'unica strada per mantenere il benessere indipendentemente dai fornitori di energia che hanno in casa propria le fonti di energia tradizionali: si tratta di una serie di norme vincolanti volte a garantire che l’Unione Europea raggiunga i suoi obiettivi in materia di clima ed energia entro il 2020. Se non si interviene, l'Italia e l'Europa intera nel 2030 avranno una dipendenza energetica intorno al 90%, a dir poco devastante per qualsiasi economia. Per questo motivo la direttiva 2010/31/UE è una strada importante soprattutto per il progettista e per l'impresa che devono approfittare di questa opportunità: il successo sta nell'essere capaci di anticipare il futuro, capire cioè che prima o poi non avremo la possibilità di poter riscaldare o raffreddare con materiale convenzionale, come siamo abituati oggi, perchè il gas natuale e il gasolio diventeranno impagabili. L'aspetto positivo è che nell'edilizia siamo pronti, abbiamo le tecnologie, i materiali e i sistemi che ci permetterebbero di azzerare i consumi e contemporaneamente di alzare il comfort abitativo in tutte le stagioni dell'anno al fine di poter ottenere il massimo della qualità della vita nelle abitazioni con un imput energetico drasticamente ridotto.

Analizzando la storia, è innegabile che il primo grande cambiamento è essere stati in grado di scoprire e utilizzare i combustibili fossili: con questa energia nascosta al di sotto della crosta terrestre abbiamo sostituito l'energia dei muscoli, degli animali, del vento, della biomassa. Questa scoperta ha però creato una dipendenza energetica dandoci comunque un'enorme ricchezza tale da trasformare tutta la civiltà e da cambiare la faccia della Terra: è sufficiente osservare il mondo della mobilità, dell'edilizia, dell'agricoltura, gli stili di vita. La magia di questa energia è che, per esempio, un barile da 159 litri corrisponde a 11 anni di lavoro di un uomo. L'energia è diventata la valuta del benessere, senza energia non si fa nulla. Il problema è che se l'energia diventa troppo costosa si ferma l'economia. Per questo nei prossimi anni ci porremo una domanda fondamentale: come comportarsi con l'energia?

Dobbiamo essere in grado di garantire l'approvigionamento energetico, dobbiamo pensare a che costo arriverà l'energia e dobbiamo chiederci che cosa succederà all'ambiente. La ricchezza energetica ha dato enormi possibilità al mondo delle costruzioni, anche nei luoghi caratterizzati dal clima estremo, prima impensabile. Oggi qualsiasi progetto può essere collocato in qualsiasi luogo del pianeta poichè in fase progettuale subentra l'impiantista che dimensiona gli impianti di riscaldamento, di raffrescamento e di raffreddamento garantendo il benessere e il comfort climatici. Il problema è che nel passaggio energetico rivoluzionario di cui sopra, è stato confuso il capitale con il reddito: qualsiasi impresa è consapevole che non potrà distruggere il suo capitale perchè prima o poi arriverà il giorno in cui verrà spazzata via dal mercato. Noi giorno per giorno distruggiamo proprio quel capitale che non si rigenera: petrolio, carbone e gas. Come già detto, è un dato di fatto che, in questi anni, malgrado l'aumento della domanda la produzione di energia tradizionale è in calo.

L'architettura è lo specchio di una società: negli anni Sessanta, inebriati dal petrolio abbiamo costruito con mattoni, cemento e intonaco, un sistema altamente energivoro ma che non costava nulla. Il barile di petrolio all'epoca costava 1 dollaro: non torneremo più a quei prezzi, pertanto prima o poi saremo costretti a correggere il nostro modo di operare. L'energia a basso costo ormai fa parte della storia: di quanto salirà ancora il prezzo? Quanto saremo in grado di pagare quell'energia? L'Italia oggi, a differenza della media europea è all'85% di importazione. Prima o poi arriverà il giorno in cui non saremo in grado di pagare questo tipo di energia da cui dipendiamo e dovremo conseguentemente adeguarci. Dobbiamo essere veloci nell’adeguare il Paese ai mutamenti del clima e dell’energia effettuando manutenzioni su quei 6/7 milioni di edifici realizzati nel dopoguerra che necessitano di essere migliorati dal punto di vista ambientale, economico e sociale. La casa del futuro sarà in grado di fornire le condizioni di benessere sia d'estate che d'inverno con un piccolo impegno energetico: questo vale sia per l’esistente che per le nuove costruzioni.

Gli errori commessi nell'edilizia sono stati troppo pesanti per le generazioni che stanno nascendo, dobbiamo correggerli rapidamente.

FINE PRIMA PARTE

Seconda parte qui


Fonte: Norbert Lantschner

 


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