giovedì 18 ottobre 2018

Grande successo per il Convegno sul “Recupero dei beni architettonici e ambientali danneggiati dalle calamità”

Il convegno organizzato dalla Commissione Protezione Civile insieme alla Commissione Cultura presso la sede degli architetti di Lecco ha avuto un’ottima affluenza che è segno di quanto gli architetti della provincia di Lecco siano attenti al tema e sensibili verso la conservazione dei beni culturali e ambientali.
Di alto livello si sono confermati gli interventi dei diversi relatori che si sono susseguiti.

Danno_Sisma_Centro_Italia


Dopo un breve saluto portato da parte del consigliere arch. Davide Panzeri a nome anche del presidente dell’Ordine e un grazie a tutti i presenti che hanno accettato l’invito, l’arch. Eugenio Dell’Era ha descritto in modo preciso di cosa si occupa il gruppo di protezione di Protezione Civile ringraziando singolarmente i vari componenti.
L’arch. Daniela Lattanzi, funzionario del Ministero dei Beni Culturali, ha portato esempi reali di quanto accaduto negli ultimi eventi sismici e di come sia indispensabile mettere in sicurezza gli immobili e conservare tutte le opere di valore immobili e mobili. Un lavoro svolto in tempo ristrettì e in situazioni di pericolo imminente.
L’arch. Marco Bertelli ha descritto la classificazione sismica e la relativa normativa tecnica che in questi anni ha subito diversi aggiornamenti e adeguamenti.
L’intervento dell’arch. Lorenzo Cantini, docente del Politecnico di Milano ha mostrato come lo studio dei resti lasciati dagli eventi sismici debba essere di aiuto per le costruzioni future. Soprattutto ha messo in rilievo come le costruzioni in molti casi non sono state costruite seguendo le regole del buon costruire. Proprio in questi casi si dovrebbe investire sui rilievi preventivi con strumentazioni sofisticate che possono anticipare una serie di interventi di adeguamento sismico e poter affrontare con maggiore sicurezza i terremoti. Per sintetizzare serve una cultura maggiore per affrontare questi problemi e serve una tecnica più adeguata per risolverli.
L’arch. Carol Monticelli e il collega Salvatore Viscuso hanno puntato l’attenzione sulle costruzioni di emergenza necessarie nei luoghi colpiti da calamità naturali. La possibilità di realizzare elementi flessibili, modulari e adattabili alle diverse esigenze assemblando dei kit in officina, così da recapitare nelle zone colpite da calamità solo strutture mirate alle richieste. Inoltre un approccio sistemico potrebbe essere un interessante alternativa alle ricostruzioni post sisma a cui abbiamo assistito negli ultimi decenni.
L’ultimo intervento tocca all’ing. Marco Mariani, che mostra le opere provvisionali post sisma necessarie per mettere in sicurezza gli immobili soprattutto lungo le piazze e le pubbliche vie per garantire l’incolumità dei passanti.
Tutti gli interventi hanno messo sul piatto diversi spunti di riflessione su come sviluppare le tecniche di adeguamento, di conservazione e di recupero dei beni culturali e ambientali che probabilmente verranno riprese in un convegno da programmare nei prossimi mesi.

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