venerdì 6 marzo 2020

Il Radon

Sempre più spesso, chiacchierando con i clienti o in cantiere, mi viene chiesto cosa sia il Radon e quali siano i pericoli associati a questo gas: infatti, il Radon, è un gas nobile, chimicamente inerte, presente in atmosfera come gas monoatomico; non ha odore, né colore per cui la sua presenza non può essere avvertita dai sensi. Il Radon si trova in natura a seguito del decadimento radioattivo dell’Uranio e del Torio, presenti diffusamente nella crosta terreste. Essendo un gas radioattivo si disperde rapidamente in atmosfera mentre si concentra negli ambienti chiusi e viene, quindi, considerato un inquinante tipicamente degli ambienti interni. Il Radon proviene principalmente dalle rocce presenti nel sottosuolo, specie se di origine vulcanica, o dai materiali da costruzione ricchi di radionuclidi naturali. Un’altra sorgente è l’acqua (< all’1%), in quanto il gas Radon è moderatamente solubile in acqua.


In un edificio la principale sorgente di Radon è il suolo su cui esso poggia, per cui i locali più interessati da questo tipo di inquinamento sono gli interrati, i seminterrati e tutti quelli al pianoterra. Una caratteristica peculiare del Radon indoor è la grande variabilità della sua concentrazione legata non solo alla “potenza” e alle caratteristiche fisiche delle sue sorgenti principali (suolo e materiali da costruzione), ma anche ai parametri microclimatici (pressione e temperatura), alle tecniche costruttive dell’edificio, nonché alla ventilazione.
Il Radon è quindi un gas radioattivo proveniente principalmente dal suolo ed è presente in tutti gli edifici, ma a concentrazione anche molto diversa da un edificio all'altro.
Il Radon dà origine ad una serie di prodotti di decadimento, anch’essi radioattivi, che si attaccano a particelle di aerosol e solo una parte di essi resta in forma libera. Quando il Radon e i suoi prodotti di decadimento (o “figli” del Radon) vengono inalati, essi possono decadere all’interno dell’apparato respiratorio, emettendo radiazioni ionizzanti, soprattutto particelle alfa, di elevata energia. In realtà il Radon agisce soprattutto come trasportatore e sorgente dei suoi prodotti di decadimento; sono questi ultimi, e in particolare le particelle α, i principali responsabili degli effetti sanitari.
Il Radon rappresenta la più importante fonte naturale di esposizione alle radiazioni ionizzanti della popolazione nel suo insieme ed è un importante agente di rischio per la salute umana: occorre pertanto far sì che la concentrazione di Radon negli ambienti interni sia la più bassa possibile e soprattutto è fortemente raccomandato non fumare in ambienti chiusi situati nelle “Radon prone areas”.

La Raccomandazione del Sottocomitato Scientifico, approvata anche dal Consiglio Superiore di Sanità, richiede che negli strumenti urbanistici (piani di coordinamento, PRG, regolamenti edilizi, ecc.) venga previsto per tutti i nuovi edifici di adottare accorgimenti costruttivi finalizzati alla ridurre l’ingresso di Radon e a facilitare l’installazione di sistemi di rimozione del Radon che potrebbero dimostrarsi necessari in una fase successiva alla costruzione dell’edificio. Le stesse prescrizioni dovrebbero essere adottate nel caso di edifici esistenti, oggetto di lavori di ristrutturazione o manutenzione straordinaria che coinvolgano in modo significativo le parti a contatto con il terreno (attacco a terra). In Italia, una normativa sul Radon esiste sia per i luoghi di lavoro che per le scuole e sono state adottate disposizioni per le abitazioni.
E’ opportuno evidenziare che negli ultimi anni le misure adottate in edilizia per realizzare il contenimento dei consumi energetici rischiano di causare un aumento della concentrazione di gas Radon negli ambienti indoor, con conseguente aumento dei valori di esposizione dei residenti e incremento di problemi sanitari, qualora queste misure non vengano affiancate da interventi specifici per prevenire la migrazione e l’accumulo di Radon nelle abitazioni. Una misura raccomandata è quella di ventilare frequentemente gli ambienti.
Per ogni Paese membro dell'Unione Europea è inoltre obbligatorio dotarsi di un Piano Nazionale Radon (P.N.R.): in Italia consiste in un piano pluriennale per realizzare, in modo coordinato a livello nazionale, il complesso di azioni necessarie a ridurre il rischio di malattie associato all’esposizione al Radon. Il P.N.R. rappresenta uno strumento necessario per: programmare azioni finalizzate alla riduzione del rischio Radon ottimizzando le risorse a disposizione; programmare e mettere in atto tali azioni in modo coordinato; valutare l’efficacia delle azioni intraprese per valutarne quantitativamente l’impatto ed effettuare eventuali correzioni alla programmazione.

Fonti:

- Informativa del Ministero della Salute
- www.salute.gov.it

Nessun commento:

Posta un commento

Grazie per il tuo commento! Thanks for your comment!